Suitcase Stories

AGNESE DALMASSO

 

 

Allora percorrerò, a piedi, i 9 Km, in salita, vedrò i 

paesaggi che si aprono ad ogni curva o tornante,

raggiungerò la borgata e potrò sostare nel verde e

passeggiare nella famosa faggeta con alberi di oltre 300 anni.

 

 

 

 

 

I primi giorni in cui ho preso coscienza della gravità del “problema coronavirus” ho passato molto tempo sul divano, davanti al televisore e incollata al cellulare, alla ricerca forsennata di notizie, dati, interviste, ordinanze, decreti … in attesa dell’appuntamento delle 18 con Borrelli e la sua conferenza stampa per i dati della Protezione Civile.

Non volevo perdere niente!

Dopo alcuni giorni ho capito che dovevo fare attivamente qualcosa per salvare la mente dall’ansia e il fisico dall’immobilità. Ho rispolverato e trasportato, dal magazzino, una vecchia cyclette e ho deciso di sistemarla nel centro della sala (tanto in questi giorni, in casa nostra, non viene nessuno).

Orientata verso il televisore, sintonizzato su programmi non ansiogeni per notizie COVID, ho iniziato a pedalare senza tanto entusiasmo,

Poi ho pensato che dovevo darmi degli obiettivi per essere motivata e costante: ho fissato un orario di partenza, un tempo minimo di durata e una pedalata con crescente sforzo per un totale di18 Km.

Perché 18 Km? Perché a distanza di 9 km dal mio paese c’è una bella borgata in montagna che si chiama Palanfrè e mi piace l’idea di immaginare di raggiungerla pedalando in salita per poi tornare a casa pensando, con la mia fantasia, ai paesaggi, alle borgate e alle persone che vi abitano. Tutto questo ogni giorno!

A volte non posso completare il percorso, ma non ci sono problemi, va bene lo stesso! e, come sempre,  mi merito un buon caffè nel bar della mia cucina. Poi sono pronta per iniziare i soliti lavori della casalinga, soddisfatta del mio movimento salutare che mi permetterà di avere un discreto allenamento per raggiungere realmente Palanfrè, appena sarà possibile.

Allora percorrerò, a piedi, i 9 Km, in salita, e vedrò  i paesaggi che si aprono ad ogni curva o tornante, raggiungerò la frazione e potrò sostare nel verde, passeggiare nella famosa faggeta con alberi di oltre 300 anni per poi  rifocillarmi nel bar – locanda del Parco Naturale Alpi Marittime , gustare piatti della tradizione, assaggiare   il buon formaggio che producono in loco e scambiare quattro chiacchiere con gente amica.

Sarà un pieno di salute e bellezza che conosco bene e che gusterò ancora di più dopo la prigionia del coronavirus!