Suitcase Stories

BEATRICE SILVESTRI

 

 

 

 

Ho acceso fuochi che scaldassero oltre distanze

obbligate e ho camminato incontro all’Altro su reti virtuali

 

 

 

 

 

VIAGGIO NELL’INTROCONTINENTE AI TEMPI DEL COVID-19

Agli albori del lockdown sono partita per l’Introcontinente.

Ho visitato il Deserto della Solitudine: arido all’apparenza, nasconde forme di vita incredibilmente resilienti.

Di giorno, sdraiata sulla sabbia soffice e calda di sole, ho respirato una pace mai trovata altrove.

La notte ho osservato le stelle luminose, sentendomi come una di loro, lontana dalle altre ma insieme parte di un puzzle infinito.

Mi sono interrogata sulle vite delle altre stelle in questo tempo strano: paure, difficoltà, perdite, cure, speranze?

Ho attraversato con fatica le ombrose e intricate Foreste dei Dubbi e sono arrivata alla città di Creare, con i suoi diversi edifici che coesistono in armonia.

Molti sono in costruzione, di altri restano solo rovine.

A Creare ho camminato nel Giardino dei Talenti: superata la zona paludosa delle Scuse, sono giunta a roseti colorati piantati da generazioni, con molti boccioli ancora chiusi.

Per esplodere nella fioritura necessitano di terra fertile, e dei migliori concimi: pratica, dedizione, esperienza.

Ho sostato sulle rive dei Laghi della Nostalgia.

Qui ho acceso fuochi che scaldassero oltre distanze obbligate e ho camminato incontro all’Altro su reti virtuali.

Ho condiviso piatti di risate appena pescate e ho scambiato parole che somigliano alle erbe, ognuna con il suo profumo.

Alcune sono curative, altre velenose: vanno sempre scelte e somministrate con attenzione.

Munita di empatia, sono salita sulla Montagna del Dolore.

Confortare e lasciarsi confortare senza cadere nel dramma, essere roccia: l’ho imparato dalla Montagna e dai suoi custodi.

Dalla cima ho osservato i problemi in prospettiva e ne ho trasformati alcuni in sfide.

Mi sono riposata sulle spiagge della Consapevolezza, all’ombra dell’Accettazione dei miei limiti, sorseggiando fresche spremute di Autoironia.

Ho fatto il bagno nella Molteplicità di tutto ciò che posso essere: limpida acqua calma e onde cangianti, che al tramonto passano dal blu al rosso, rimanendo parte dello stesso mare.

Adesso potrò tornare a uscire di casa, ma una parte di me dall’Introcontinente non tornerà mai.