Suitcase Stories

FRANCESCA LONGO

 

 

 

…siamo stati costretti a fermare il corpo

ed è qui che le nostri menti hanno cominciato a ballare

 

 

 

 

 

Il movimento ci fa pensare ad un insieme di azioni, impossibili da compiere se fermi.

Abbiamo da sempre basato le nostre giornate spostandoci da una stanza, un luogo, a un continente, arricchendole con abbracci, strette di mano e passi a due:

una fortuna finché non si trasforma in frenesia e, mentre il corpo accelera, la mente comincia a frenare.

Siamo in continua ricerca dell’equilibrio, associando erroneamente la parola “ricerca” proprio a quel movimento, portando al limite uno dei piatti della bilancia, ma per trovarlo bisogna conoscerli entrambi per dare loro il giusto ed egual peso.

Chiamalo destino, legge o miracolo, siamo stati costretti a fermare il corpo ed è qui che le nostri menti hanno cominciato a ballare.

La quarantena è stata come compiere il giro del mondo:

ho attraversato mari di lacrime per camminare su sorrisi rubati, ho scalato tra i ricordi per poi lasciarmi cadere nel presente, ho guardato al futuro come quando ci incantiamo di fronte all’orizzonte che può essere una linea piatta o un’alternarsi di salite e discese che insieme danno vita ad una sinfonia.

Abbiamo avuto l’occasione per riordinare gli angoli più nascosti delle nostre case, ma quella più grande di disordinare per poi dare il giusto spazio ai nostri pensieri e conoscere noi stessi.

La mancanza dei famigliari, degli amori, degli amici ha bussato ogni giorno alla mia porta, ma la mancanza della vera me è entrata dentro.

Questo periodo non ci ha fermati, ma ci ha permesso di conoscere il nostro più grande e fedele compagno di viaggio.

E quando capiamo come accendere quel fuoco che c’è in noi, saranno i nostri occhi a fare luce sui nostri passi.

Ora che possiamo di nuovo vederci, impariamo a guardarci, perché gli occhi saranno il nostro biglietto da visita e mi auguro di incontrare tante luci.