Suitcase Stories

GRAZIA GENINATTI

 

 

 

 

E….io tornai diversa….

 

 

 

 

 

Perché non vivere qui?

E’ la domanda che mi tornava in mente tutti i giorni durante la mia permanenza in Messico.

Erano giorni che pioveva e, avevamo deciso di fermarci nelle “cabanas” poco distanti da Tulum;

alloggiavamo in queste piccole casette che davano sul mare dove, per dormire, avevamo l’amaca ed un letto matrimoniale,

ma viste le condizionI del tempo non si poteva utilizzare a causa dei

fori sopra il tetto che facevano passare acqua. L’ amaca era decisamente più sicura!

D’altronde il Messico si stava rivelando a noi in tutta la sua semplicità.

Eravamo quattro ragazzi giovani che avevano intrapreso questo meraviglioso viaggio “zaino in spalla” alla scoperta di un territorio genuino, sincero e meraviglioso.

Fu proprio quella terra, così onesta, che accendeva in me emozioni uniche, un’attrazione quasi viscerale che mi spingeva a sé.

A tenerci compagnia, c’ erano, Marc, il ragazzo che si occupava di questo mini villaggio (non la concezione moderna dello stesso) e Rambo, un simpatico Procione che rimase con noi per tutto il periodo della nostra permanenza.

Marc, era un discendente della popolazione Maya e, la sera ci sedevamo al bar che aveva costruito con qualche tronco e qualche foglia di palma ad ascoltare le sue storie e lui le nostre.

Ricordo, che avevamo con noi un cd dei “ raggae National Ticket” . Quando glielo facemmo ascoltare ne fu entusiasta e noi, glielo regalammo, un piccolo ricordo delle serate passate con 4 ragazzi Italiani. Non avevamo bisogno di altro.

Anne Carson scrive: “l’unica regola del viaggio è non tornare come sei partito”.

Io tornai diversa.

Quello che vi ho raccontato è un ricordo, spero di essere riuscita a regalarvi un’opportunità di viaggiare anche in quarantena e, superare questo momento particolare che ci ha colti di sorpresa.