Suitcase Stories

PAOLA ARTUSIO 

 

 

 

 

 

COVIDerazioni di un inguaribile eremita in…

perenne emergenza

 

 

 

 

Da quando è scoppiata questa epidemia, siamo tutti bersagliati, martellati e massacrati da notizie apocalittiche a getto continuo su questo virus. e da fiumi di buonismo e da montagne di retorica ai limiti dell’assurdo.

Quindi una voce un po’ fuori dal coro, decisamente antipatica, ma forse più sincera di altre, non ci sta poi tanto male.

Pare che la fine del mondo sia dietro l’angolo, che la gente sia sull’orlo di crisi nervose allucinanti per l’obbligo di stare a casa e non uscire a fare delle stupide corse nei parchi e nei viali, giri a vuoto in tutti i negozi delle città, spesso per non comprare assolutamente nulla.

Io credo di essere uno dei pochissimi cinici odiosi e bastardi, che ha una moderata simpatia  per questo momento che sto vivendo grazie al tanto vituperato e famigerato Coronavirus.

Strade vuote, silenzio meraviglioso che ci circonda, vicini idioti che non fanno più feste ogni sabato e domenica, testimoni di alcune professioni religiose che rompono i marroni quando sei sotto alla doccia, restare tutto il giorno in pigiama a leggere o a scrivere , senza l’assillo della moglie che ti intima di andare da qualche parte, guardare per televisione vecchi film, provare un odio profondo e girare immediatamente il canale quando ti compare davanti agli occhi in qualche programma il virologo di turno che spara a raffica le sue previsioni con l’aria di essere il migliore di tutti e consapevole di essere ormai una vera star televisiva è il lato positivo di tutta questa sporca faccenda!

 Un giorno tutto questo sicuramente finirà e  a noi maledetti asociali, lupi solitari tra una miriade di gente che si ammucchia per strada, non resta che sperare ed aspettare un altro regalo dai cinesi.