Suitcase Stories

PAOLO MANNIAS

 

 

 

Come quella striscia di vernice bianca

 

 

 

 

Come quella striscia di vernice bianca

onda che corre nelle gallerie dei treni

e danza veloce agli occhi del  viaggiatore

la fronte appoggiata al freddo finestrino

il mio  pensiero vola altrove.

Cosi queste giornate silenziose

sospese e senza tempo.

e come quella pennellata bianca

nel buio nero della galleria, nel frastuono dei treni in corsa,

illumina un rifugio sicuro all’operaio dell’armamento

 mi porta oltre queste montagne e valli,

 ai volti amati, alle voci amiche,

al  sole che accoglie la primavera in festa

al vento d’aprile che accarezza il grande mare d’erba

e come quelle strisce bianche si fanno onde

che galleggiano nel buio verso una nicchia di salvezza,

per me muto, stordito e serrato in casa,

 le vostre voci amiche, i sorrisi e i pianti, le visioni e i canti,

i libri, giornali, i fogli sparsi,

la musica e la luce dei vostri occhi

 intrecciano  il filo rosso che tiene il mio cammino.

In questa primavera ignara

in questo sospeso tempo e passaggio a vuoto

voi siete la mia riserva indiana

le cento stazioni del mio viaggio

 siete l’azzurro e il giallo, il verde e il rosso

siete il rifugio al silenzio intorno

siete la danza e l’onda del mio respiro.