Suitcase Stories

WANDA DEMURTAS

 

 

 

Intorno a noi,stava accadendo qualcosa di insolito.

Solo più tardi avrei capito che le nostre vite,

a breve,sarebbero cambiate.

 

 

 

 

Era il 06 Marzo 2020, una giornata calda e soleggiata,che faceva presagire una primavera anticipata.

Intorno a noi, stava accadendo qualcosa di insolito, solo più tardi avrei capito che le nostre vite, a breve, sarebbero cambiate.

Poco dopo l’inizio del 2020,lo Stato aveva imposto la chiusura delle scuole a causa del CORONAVIRUS:

una “grave influenza” arrivata dalla Cina in grado di provocare la morte.

Ma si sa,la vita continua,siamo un popolo dai ritmi esasperati,non ci fermiamo di certo di fronte ad un influenza.

Eppure,qualcosa stava accadendo.

Passavano i giorni e lo Stato iniziò a limitare alcuni aspetti della vita sociale: in breve, senza rendercene quasi conto,eravamo chiusi in casa.

FERMI.DISORIENTATI.IMPAURITI.

Improvvisamente a causa di un evento non previsto ma incisivo,avevamo riacquistato una ricchezza inestimabile: il Tempo.

Come scriveva J.G.Herder “i due maggiori tiranni del mondo: il caso e il tempo” si erano incontrati e noi improvvisamente, avevamo a disposizione un succedersi di minuti, di ore, di giorni.

Potevamo tornare a sognare, amare, soffrire.

Proprio in questi giorni, la mia mente iniziò a vagare; iniziai a ripensare ai miei viaggi, alle sensazioni che avevo provato in altri Paesi.

Mi ricordai, quando a Cuba andai a casa di ragazzi cubani all’ Havana, per comprare uno Jambè, ovviamente tutto in  segreto, perché allora c’era il regime comunista; oppure quando su imbarcazioni improvvisate mi spostavo per visitare le isole della Repubblica Domenicana o mentre vagavo per la città di Natal, in Brasile.

Il vero viaggio, per come lo intendo io, è con lo zaino in spalla, alla ricerca di storie, di ritmi e di usanze.

Torno alla realtà e penso: anche se in questo momento mi hanno privata di alcune libertà, tornerò a conquistare i cieli che ora sono ricoperti di nuvole.